Ricerca, sperimentazione e nuovi linguaggi per la scena contemporanea
Il Teatro Out Off, fondato e diretto da Mino Bertoldo, nasce nel 1976 in una cantina di viale Monte Santo, ricalcando i piccoli studios di New York, a Soho: è stato inaugurato il 30 novembre con l’Azione n. 56 di Hermann Nitsch. Uno spazio underground, avanguardia culturale, rifugio di artisti: qui convivevano mostre, performance, sperimentazioni artistiche e, nel fine settimana, si ballava anche!
Il Teatro è stato già nei primi vent’anni laboratorio per registi e artisti come Antonio Syxty, Danio Manfredini, Lorenzo Loris e Antonio Latella e ha accolto linguaggi nuovi, dal teatro performativo alla danza, alla poesia e alla musica. Dopo altri diciassette anni in via Duprè, nel 2004 realizza la sua nuova casa nell'ex cinema Eolo di via Mac Mahon, di proprietà del Comune di Milano. Nel 2007 il teatro ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro. Le stagioni sono da sempre indirizzate alla ricerca, alla sperimentazione artistica, allo sviluppo dei linguaggi del contemporaneo con un’attenzione particolare anche alla relazione con le arti visive.
Il teatro, che nella sua storia ha accolto e sostenuto grandi nomi del teatro e dell’arte, tra cui Hermann Nitsch, John Cage, Alvin Curran, Otto Mühl, Nanda Vigo, Franco Battiato, Demetrio Stratos, Jan Fabre, Alessandro Mendini, Arnaldo Pomodoro, Giovanni Testori, Michelangelo Antonioni, continua ancora oggi la sua missione di offrire spettacoli di innovazione, ricerca e di alta qualità. L’Out Off sostiene anche eccellenti registi under 35 come Andrea Piazza e grandi artiste indipendenti come Elena Arvigo.
Qui si sono incrociate le traiettorie di Genet e Pinter, Beckett e Pasolini, Brecht e Tennessee Williams. L’Out Off è un teatro che osa e non rincorre il consenso; un teatro che, da cinquant'anni, continua a stare dalla parte delle artiste e degli artisti.
“Out Off (fuori, anzi, più fuori) significava per noi allora, e continua a voler dire ancora oggi, stare in disparte, evitare di inseguire il facile consenso, stare dalla parte degli artisti e delle artiste per conoscere, capire e interpretare meglio il presente.” Così definisce sinteticamente, il direttore artistico Mino Bertoldo il significato di quella doppia negazione (Out Off) e della X del logo, raffigurata anche con l’opera di Arnaldo Pomodoro sulla porta d’ingresso del Teatro.